Rassegna stampa 2010-2011

Articolo di presentazione della prima mostra presepiale dell'anno 2010

Articolo di presentazione della prima mostra presepiale dell'anno 2010

Articolo di Stabia Channel pubblicato in occasione della prima mostra presepiale dell'anno 2010:

Sarà inaugurata domani alle ore 17,00 presso l'ex cappella di Palazzo Sant'Anna, la I° Mostra di Arte Presepiale Città di Castellammare di Stabia. Nel segno della continuità con la manifestazione dello scorso Natale, viene riproposto un evento che ha sempre riscosso un notevole successo di pubblico e di critica. La mostra è l'evento di punta della manifestazione che ha per titolo "Natale nella tradizione e nella cultura Stabiese" curata dall'Amministrazione Comunale, dall'Azienda Autonoma di Cura e Soggiorno, delle associazioni di volontariato, una per tutte " Pro Natura".
Il logo dell'evento rappresenta la Natività nel golfo di Castellammare e vuole essere di buon auspicio per la "rinascita" culturale, artistica, socio-economica e non ultimo ambientale della nostra disastrata città.
"La mostra - spiega Massimiliano Greco, uno degli organizzatori - mi piace evidenziarlo, nasce grazie  alla passione ed all'impegno di un gruppo di "amici" stabiesi, la professoressa Marisa Greco, il dott. Antonio Sbacchi, Antonio De Martino, Luigi Vanni, Franco Liguori, Lello Napoli ed il sottoscritto e grazie al sostegno dell'amministrazione comunale e  degli sponsor a cui va il nostro ringraziamento".
La mostra sarà aperta tutti i giorni, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 21.00.
Questa la nota introduttiva al catalogo scritta dal dott. Sbacchi:
Era l'anno 2001 quando nella nostra Cattedrale veniva esposta la Natività del XVIII° secolo riportata alla sua bellezza naturale, dopo un restauro affidato all'autorevolezza della Soprintendenza per Beni Culturali. Il nucleo presepiale veniva arricchito dagli altri pregevoli pastori negli anni successivi. Tutto questo grazie alle energie di un nostro concittadino, Giovanni Irollo, al quale va la riconoscenza della cittadinanza, poiché con la sua azione ha saputo scuotere le coscienze degli Stabiesi in campo presepiale, da troppo tempo sopite.
Con questa iniziativa, in nome di quel patrimonio di indiscutibile valore storico, artistico e culturale, la nostra Città ritornava a pieno titolo al fianco delle altre città della fascia costiera che vantano presepi e pastori di rango e una cultura consolidata nella loro realizzazione: cultura che costituisce anche il presupposto per organizzare le manifestazioni e le mostre di arte presepiale durante il periodo natalizio.
Traendo spunto da questo evento che, peraltro, ha avuto il merito di rivitalizzare quella tensione tra noi "patiti" di presepi e di pastori, ci siamo apprestati ad allestire la I Mostra di Arte Presepiale nella Cappella S. Anna della nostra città. dopo quella del 2009 preparata solo a fine anno e perciò stesso con qualche giustificata approssimazione. E questo evento è stato reso possibile anche grazie alla convinta partecipazione dell'Amministrazione Comunale, dell'Azienda Autonoma di Cura e Soggiorno, delle associazioni di volontariato, una per tutte " Pro Natura" ed infine, al concreto sostegno degli sponsor ai quali va il nostro sentito ringraziamento.
Il nostro unico intento, pertanto, è quello di incrementare questa iniziativa rendendola stabile nel tempo, attraverso una partecipazione convinta e sincera di altri soggetti singoli e collettivi. In questo contesto, non è importante l'elemento soggettivo della motivazione, sia esso storico o religioso, culturale o sociale, ma è fondamentale una unica e forte finalità condivisa: fare qualcosa di bello e di pulito per la nostra Castellammare!
Con la speranza di suscitare in Voi quelle emozioni e quei ricordi del Natale che appartengono alla nostra fanciullezza, e nell' augurarVi di godere di una piacevole mostra in un'atmosfera rilassante, desidero chiudere questa breve nota ricordando due nostri concittadini. Antonio Greco e Francesco Acanfora (Don Ciccio per gli amici), appassionati cultori e realizzatori di presepi e di pastori, che hanno diffuso la conoscenza di questa arte dentro e fuori le mura cittadine, coinvolgendo un numero sempre crescente di appassionati.

Articolo pubblicato sul GAZZETTINO in occasione della prima mostra presepiale dell'anno 2010:

La città di Castellammare riscopre l'arte presepiale
e la mantiene fino al giorno di San Catello


La tradizione popolare religiosa vuole che il presepe venga allestito per le festività natalizie e perduri fino all'Epifania (giorno in cui viene ricordato l'arrivo dei Magi al cospetto di Gesù Bambino), al termine della cui rappresentazione biblica, il presepe, viene poi dismesso e accantonato in attesa che l'anno a seguire il prodigioso evento, si rinnovi ed ispiri i mastri artigiani a nuove suggestive scenografie; una regola universale che non fa una grinza, ma che però a Castellammare, non è presa in considerazione, per l'innata devozione al suo Patrono, che rivendica un po' di rispetto per il suo nome fa allungare in tal modo la magia presepiale della nascita di Nostro Signore. Di ciò ne è testimonianza un antico detto locale, che facendo il verso al rinomato proverbio: "L'Epifania tutte le feste porta via", vi aggiunge con garbato dialetto: "…risponne Santu Catiello, 'nce stongo ancora je ca so' vicchiariello", a palesare e a rimarcare in modo cortese e diretto, che la conclusione delle festività debba avvenire, il 19 gennaio, giorno in cui ricade la ricorrenza. Nel pieno rispetto del volere del suo Patrono, a Castellammare di Stabia, ogni anno, il Presepe Monumentale del duomo viene quindi esposto fino al giorno di San Catello. Un presepe settecentesco, unico nel suo genere, spiega don Ciro Esposito, parroco della Concattedrale, costituito da pastori alti dai 70 ai 140 cm, tutti verosimili ed espressivi, che nel 2000, grazie alla sponsorizzazione dello stabiese Giovanni Irollo (responsabile della Granarolo in Campania), ha ricevuto un delicato lavoro di restauro, operato dall'impresa Carlo Iacoletti di Napoli, sotto l'attenta supervisione della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici, un restauro durato alcuni anni, che ha restituito alla cittadinanza i pastori nel loro antico splendore. Ma un tale patrimonio, continua don Ciro Esposito, merita senza alcun dubbio una ubicazione fissa, utile innanzitutto a salvaguardare i delicati manufatti dalle pericolose escursioni termiche, che minacciano ad ogni spostamento l'integrità delle opere e nel contempo a rendere questa straordinaria raccolta, un riferimento unico e duraturo. L'attento don Ciro, ritiene che con qualche lieve accorgimento, nella cappella di San Michele, si possa ricavare spazio sufficiente per poter ospitare, in pianta stabile, le scenografie presepiali più importanti, quali la natività ed i pastori di maggiore pregio. Un nucleo scenografico fisso, al quale, poi, esclusivamente nel periodo natalizio, si potrebbero aggiungere i rimanenti pastori, così da limitare i rischi ed operare allo stesso tempo il completamento espositivo della monumentale opera. Una idea, semplice e brillante quella del parroco della Concattedrale, che sembra abbia trovato anche i consensi degli intenditori e dei mastri presepisti, quali il sig. Mario Vanacore che da anni dirige con cura paterna l'allestimento dei pastori del duomo e di Massimiliano Greco, figlio del compianto Antonio, che negli anni '50 ebbe il gravoso compito ed il merito di curare il primo restauro dei pastori, la cui esposizione negli anni a seguire, rese celebre ed incentivò, l'artigianato presepiale nella "Città delle Acque". Massimiliano, figlio d'arte, conferma che i pastori monumentali del duomo, avendo l'anima in fil di ferro e canapa, sono di una delicatezza unica e per tal motivo necessitano con urgenza di una dimora fissa, e volgendo un plauso a don Ciro per la sua idea/proposta, racconta come negli anni addietro, i pastori, essendo l'attrattiva natalizia principale, hanno avuto un ruolo importante anche nel sociale, perché riuscivano a coinvolgere l'intera cittadinanza e le maestranze operose di privati, del Cantiere Navale e della Corderia di Castellammare, che ben volentieri prestavano manodopera con i propri operai di esperienza. Per dare una degna continuazione all'opera meritoria di suo padre, quest'anno Massimiliano, si è reso co-protagonista di una pregevole iniziativa presepiale, inserita nel cartellone eventi natalizi della locale Pro Natura e dell'A.C.S.T. di Castellammare, organizzando con: Marisa Greco, Antonio Sbacchi, Franco Liguori, Antonio De Martino, Luigi Vanni e Lello Napoli, la "1° Mostra di Arte Presepiale", una manifestazione ideata, progettata e realizzata in economia (e con l'indispensabile aiuto del sig. Vincenzo Cavallaro), che ha messo in mostra le opere di ben 26 espositori locali ed ha raccolto consensi, e un totale di circa 4.500 visite. Un gruppo quello nostro, spiega Massimiliano, che ben presto si riunirà in Associazione, perché crede fermamente nella rinascita artistica e culturale della nostra città e si prefigge come obiettivo la costruzione di qualcosa di bello e pulito, utile a Castellammare e alla cittadinanza. Nella fattispecie crediamo in un progetto che possa: promuovere la realizzazione dei presepi e l'istituzione di concorsi a tema (come avveniva negli anni passati); realizzare progetti didattici con le scuole; incrementare e diffondere il presepe creando tra i tanti appassionati, collaborazione e scambi culturali; creare un percorso culturale/artistico con visita ai presepi delle varie chiese della città (un po' come avviene nella vicina fascia costiera), partendo da quello della nostra Concattedrale, unico e di importanza straordinaria; promuovere lo sviluppo turistico, culturale, ambientale, sociale, storico ed artistico del territorio, mediante itinerari turistico - didattici di gruppi scolastici, turisti ecc.; portare a conoscenza con la ricerca storico/documentale, l'attività svolta dai presepisti stabiesi, passati e presenti, tramite un archivio informatico accessibile a tutti ed infine realizzare, come giusto che sia, un museo permanente del presepe. Insomma, conclude Massimiliano Greco, un progetto ambizioso ed un impegno notevole che sarà assunto ben volentieri, perché riteniamo di avere dalla nostra le competenze, le conoscenze della materia, ma soprattutto l'amore e un grande entusiasmo per questa nobile arte.
Maurizio Cuomo

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