Dal 7 Dicembre 2012 al 6 gennaio 2013  si tiene, presso Cappella S. Anna a Castellammare, la terza mostra di Arte presepiale a cura dell'Associazione Stabiese dell'Arte e del Presepe. Il presidente dell'associazione, Massimiliano Greco, ha spiegato la finalità della rinnovata edizione della Mostra che è quella "di diffondere il messaggio religioso, morale ed artistico del presepe, mirando nel contempo a incoraggiare la partecipazione di altri espositori per consolidare un sano motivo di orgoglio cittadino".



Gli artisti, quindi, come ci fa notare Antonio Sbacchi,  nelle loro opere interpretano secondo il proprio gusto e la propria personalità la tradizione del presepe Napoletano del 700,ma non mancano i riferimenti alla quotidianità: ad esempio, in due scene è ben visibile l'immagine di San Catello, ora come statuina messa nel carretto dello sfratto, ora come edicola votiva; altre volte scorgiamo nei volti dei pastori i volti degli stessi artisti, come per dire "anch'io c'ero", in continuo gioco di rimandi e di "Fusione" fra sacro e profano, riti della quotidianità e della festa, umano e divino. Le scene ritraggono presepi di ogni foggia e dimensioni, di materiali più svariati, che ritraggono
non solo la natività, ma talvolta divengono solo istantanee di un momento particolare della quotidianità. Il presepe come noi lo conosciamo, sfida i secoli per arrivare fino a noi: parte da un idea di San Francesco nel 1200 per poi conoscere a Napoli un autentico "Boom" durante il regno Borbonico, diventando non solo rappresentazione per chiese e per la famiglia Reale, ma si diffonde rapidamente anche fra le famiglie dell'aristocrazia Napoletana; da lì nascono poi "le industrie" dedite alla creazione di statuine ed accessori per il presepe, come le Seterie di S. Leucio, ma anche artigiani come argentieri, cestieri che si dedicano sempre più al culto del presepe; infine, si diffonde questa tradizione anche nelle case, ove i materiali si fanno più poveri, ma non per questo ci si mette minore amore, anzi!

Nella ricerca degli artisti emergono quindi anche le diverse posture dei pastori, che nel settecento erano dettate dai committenti, ma qui nascono puramente dalla fantasia e dalla ispirazione dell'artista, che tiene sempre presente il simbolismo di tale rappresentazione.

Per questo si invita la cittadinanza tutta a partecipare per ritrovare il legame più profondo con questa splendida ed affascinante tradizione.

 

 

Roberta Ferraris  - StabiaChannel.it

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